Ρώμη: Αφαιρούνται τα «λουκέτα της αγάπης»
 στη Μιλβία γέφυρα

Είχαν τοποθετηθεί από ερωτευμένους αλλά ο δήμος
θέλει να διαφυλάξει το μνημείο
Τα χιλιάδες «λουκέτα της αγάπης» που κοσμούσαν μέχρι πρότινος
την αρχαία ρωμαϊκή Μιλβία γέφυρα αφαιρούνται με τανάλιες από
τις ιταλικές Αρχές σε μία προσπάθεια διαφύλαξης του ιστορικού μνημείου.
Η Μιλβία γέφυρα της Ρώμης, η οποία χρονολογείται από το 206 π.Χ.,
αποτελεί τα τελευταία χρόνια σύμβολο του έρωτα. Μία «φρέσκια» παράδοση
θέλει τα νεαρά ζευγάρια να γράφουν τα αρχικά τους σε λουκέτα και να τα
«κλειδώνουν», το ένα πάνω στο άλλο πετώντας το κλειδί στον Τίβερη -
ένα είδος σύγχρονου «τάματος» έξω από τα θρησκευτικά συμφραζόμενα.
Πηγή έμπνευσης της μόδας με τα λουκέτα αποτέλεσε η ιταλικής παραγωγής
ταινία του
Φεντερίκο Μότσια με τίτλο «Σε Θέλω» που προβλήθηκε το 2006.
Οι Αρχές της πόλης είχαν τοποθετήσει ειδικούς στύλους αποκλειστικά για τα λουκέτα,
καθώς ένας φανοστάτης παραλίγο να καταρρεύσει υπό το βάρος... του έρωτα.
Αυτή την εβδομάδα όμως οι Αρχές αποφάσισαν να απομακρύνουν όλα τα λουκέτα,
για να «επαναφέρουν την ευπρέπεια» της γέφυρας, δήλωσε ο εκπρόσωπος του δήμου
της Αιώνιας Πόλης
Τζάνι Τζακομίνι.
Η παράδοση των λουκέτων μεταμόρφωσε την περιοχή σε νυχτερινό στέκι εφήβων.
Την περασμένη Δευτέρα η αστυνομία συνέλαβε 17 άτομα με την υποψία χορήγησης
μεθαμφεταμίνης σε νεαρούς. Σύμφωνα με δημοσκόπηση την οποία επικαλούνται
οι Αρχές, το 86% των κατοίκων της Ρώμης επιθυμεί να φύγουν τα λουκέτα από
τη γέφυρα. Ωστόσο, υποσχέθηκαν ότι θα διαθέσουν χώρο για τα
«λουκέτα της αγάπης» σε κάποιο μουσείο και ότι θα δημιουργηθεί επίσης
ένας ειδικός χώρος σε πλατεία κοντά στη γέφυρα όπου οι ερωτευμένοι θα μπορούν
να αφήνουν τα λουκέτα τους.
«Η γέφυρα θα φρουρείται νυχθημερόν ώστε να μην επαναληφθεί το φαινόμενο»,
προειδοποίησε ο υπεύθυνος δημοσίων έργων του δήμου
Στέφανο Ερμπάτζι.
Ο σκηνοθέτης της ταινίας Μότσια, ο οποίος είχε δηλώσει χαρακτηριστικά ότι
είναι προτιμότερο οι έφηβοι να αγοράζουν λουκέτα παρά να κάνουν γκράφιτι,
έκπληκτος δήλωσε στη Ρεπούμπλικα:
«Είναι μεγάλη απερισκεψία η αφαίρεση
των λουκέτων. Η Ρώμη παραδίδει στο Παρίσι την παράδοση της
"γέφυρας της αγάπης", η οποία γεννήθηκε εδώ και θα έπρεπε να παραμείνει εδώ»,

προσέθεσε, αναφερόμενος στην μεταφορά της συνήθειας σε γέφυρες της
γαλλικής πρωτεύουσας τα τελευταία χρόνια.
Πηγή: εφημερίδα "Το Βήμα"


Ponte Milvio, rimossi i lucchetti
Lite sul museo e polemiche

C'è chi propone: spostiamo le promesse d'amore sul Ponte della Musica

di Laura Bogliolo

ROMA - La battaglia dei lucchetti dell'amore di Ponte Milvio sembra avere
finalmente un vincitore. Dopo
mesi di polemiche, questa mattina operai
del XX municipio e operatori dell'Ama hanno rimosso le promesse d'amore.
Non senza sorprese:poco prima che l'opera di rimozione iniziasse, è scoppiato
un incendio in uno dei chioschi (
foto, video
) che animano le notti della
movida a Ponte Milvio. Gli operai hanno dovuto rimandare di qualche minuto
l'intervento, poi, armati di tenaglie hanno provveduto a staccare i lucchetti.

A promuovere la battaglia contro i lucchetti Gianni Giacomini (Pdl), presidente
del XX municipio che ha deciso di non aspettare più la Sovrintendenza capitolina:
Umberto Broccoli a luglio aveva inviato una lettera al municipio, parlando della
possibilità di mettere i lucchetti in un polo museale (
il documento). Ipotesi che
non piace un granché a Giacomini, comunque soddisfatto per la rimozione di
oggi. Intanto, mentre sono già diversi i sopralluoghi effettuati al
museo Preistorico Etnografico dell'Eur Pigorini
(dove potrebbero finire i lucchetti),
un esponente del Pdl propone di traslocarli a Ponte della Musica. Pd polemico
invece: «La rimozione dei lucchetti? Una sceneggiata». L'assessore all'urbanistica
del municipio Stefano Erbaggi, ha, invece, istituito un sondaggio sul suo profilo
Facebook per dedicare dove spostare i lucchetti.

La rimozione dei lucchetti. Sul posto il presidente del XX municipio Gianni Giacomini
e l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Erbaggi che giorni fa avevano annunciato:
«Via i lucchetti da Ponte Milvio, siamo stanchi di aspettare le soluzioni
del Campidoglio, il prossimo 28 ottobre si celebrerà il 1700esimo anniversario
della famosa battaglia tra Costantino e Massenzio».

Lucchetti che da qualche mese si sono trasferiti a Fontana di Trevi:
un centinaio quelli rimossi due giorni fa, mentre resistono

le promesse d'amore sulle inferriate delle finestre di un antico forno a vicolo
del Forno, a pochi passi dalla fontana
.

Intanto, c'è una nuova ipotesi: la moda dei lucchetti di Ponte Milvio
sarebbe nata in Serbia
decenni fa.

VIDEO INTERVISTA


Giacomini: con la scusa dei lucchetti si spacciava. Il minisindaco del XX muncipio
ha ribadito i motivi della rimozione: «Lo scorso anno il consiglio del municipio
ha votato all'unanimatià un documento che chiedeva la rimozione, dobbiamo
rispettare la volontà popolare e per la precisione quel'86% che si sono espresse
a favore della rimozione». Poi c'è il problema della sicurezza: «Con la scusa dei
lucchetti, Ponte Milvio era diventato un luogo di ritrovo di spacciatori».
Giacomini parla anche di un'importante ricorrenza storica: «La famosa
battaglia tra Costantino e Massenzio che ricorre il 28 ottobre».

FOTO
Lucchetti rimossi a Ponte Milvio

Ponte Milvio sorvegliato speciale. Perché difficilmente i giovanissimi rinunceranno
alla moda dei lucchetti: «Chiederò alla Polizia di Roma Capitale di vigilare»
ha detto il minisindaco che ha aggiunto: «E' giusto rimuovere i lucchetti,
così come
sono stati tolti da Fontana di Trevi, devono essere rimossi anche
da questo luogo storico».

Lucchetti, prima in un magazzino, poi in un museo. E' ancora in corso l'opera
di rimozione dei lucchetti a Ponte Milvio. «Verranno portati in un magazzino
del muncipio, poi la Sovrintendenza deciderà cosa farne». In una lettera di
luglio, il Sovrintendente Umberto Broccoli aveva annunciato a Giacomini
che «grazie alla collaborazione di Federico Moccia siamo riusciti a trovare uno
spazio museale disponibile ad ospitare i lucchetti. Siamo in attesa di
formalizzare gli atti» (
il documento
). Diversi sopralluoghi sono stati fatti
dall Sovrintendenza capitolina nel museo etnografico Pigorini dell'Eur,
dove si sta cercando un'area da dedicare ai lucchetti. Le promesse d'amore
in ferro, insomma, potrebbero finire accanto all'arte degli Aztechi, o
reperti della storia preistorica dell'uomo: lucchetti, insomma, come ultimo
anello della nostra evoluzione.

L'idea del museo non piace al XX municipio. «Il museo Pigorini rappresenta
il 90% dell'archeologia del mondo - ha detto - e credo ci sia una bella differenza
 tra un ferro arrugginito e altre opere d'arte».

Da Ponte Milvio a Trevi fino allo Zodiaco. Intanto, mentre resistono i lucchetti
a vicolo del Forno, davanti a Fontana di Trevi, c'è già chi ha decretato un nuovo
posto dove agganziare i lucchetti: lo Zodiaco a Monte Mario. Valeria e ROberto,
ventenni, questa mattina Ponte Milvio hanno trovato con sorpresa operai
dell'Ama e del municipio armati di tenaglie: «Il nostro lucchetto? Lo metteremo
al belvedere dello Zodiaco. Anzi, vogliamo essere i primi»

Reazioni politiche. Il consigliere Pdl di Roma Capitale Federico Guidi ritiene giusta
la rimozione dei lucchetti ma promuove di trasferli sul Ponte della Musica.
Daniele Torquati, capogruppo Pd nel XX municipio ricorda che «il testo votato
 dal Consiglio del XX per la rimozione è stata un’iniziativa del Gruppo del PD,
ma che comprendeva cose ben più importanti per il contrasto del degrado
diffuso e la rimozione dei marciapiedi fai da te». Insieme al consigliere
Dario Nanni afferma: «In questo periodo di crisi un dispiegamento di forze così
ingente per dar vita ad una banale rimozione di ferraglie arrugginite è
quantomeno discutibile se non ridicola». Ancora più critico Nando Bonessio,
presidente dei Verdi Lazio: «A quanto pare a Roma non ci sono altri problemi
di cui occuparsi».

La proposta: lucchetti in beneficienza. «Il ferro - ha detto Alessandro Pinna
presidente della sottosezione Unitalsi, Unione Nazionale Italiana Trasporto
Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali - ha un valore e una volta accumulato,
può essere messo sul mercato ricavando così una cifra da mettere a disposizione
di quanti, comenoi lavorano accanto agli ultimi della nostra città».