Ιταλία
: Εισιτήριο και στην τσουλήθρα!

Κούνια και τσουλήθρα στην παιδική χαρά με... εισιτήριο σχεδιάζει ο Δήμος της Μπολόνια στην Ιταλία.
Το εισιτήριο θα είναι της τάξης του 1 ή 2 ευρώ και θα αφορά ορισμένα παιχνίδια στις δημόσιες παιδικές χαρές. Εναλλακτικά προτείνεται να τις αναλάβουν χορηγοί με αντάλλαγμα να διαφημίζονται, ή να τις συντηρούν ομάδες γονέων με δωρεές...
Όπως δήλωσε στην εφημερίδα Κοριέρε Ντέλα Σέρα η δημοτική σύμβουλος, Πατρίτσια Γκαμπελίνι, αιτία είναι οι συνεχείς βανδαλισμοί οι οποίοι κοστίζουν στο Δήμο 800 χιλιάδες ευρώ το χρόνο.
Αναρωτιέται εύλογα κανείς, αν σκέφτηκαν να βάλουν φύλακα...

IL PROGETTO
Il piano del Comune: «Due euro per salire sull'altalena»…

L'assessore Gabellini: «Stiamo valutando l'idea di privatizzare alcuni dei giochi per bambini nei parchi pubblici». Poi la precisazione in consiglio comunale
BOLOGNA - «Sì, è vero, stiamo prendendo in considerazione l'idea di privatizzare alcuni dei giochi per bambini nei parchi pubblici, abbiamo già ricevuto alcune proposte da parte di imprenditori e, qualora andassero in porto, sarebbe previsto un ticket di 1 o 2 euro, dipende...». Così Patrizia Gabellini, l'assessore all'urbanistica di Palazzo d'Accursio, ha spiegato al Corriere della Sera il nuovo progetto sul quale sta lavorando la giunta di Virginio Merola. Un'idea che farà discutere parecchio. Soprattutto se i bambini bolognesi, tra poco, dovranno pagare un obolo per salire sull'altalena o sullo scivolo.
PRIVATIZZAZIONE DEI GIOCHI? - Secondo l'assessore «è però assolutamente improprio parlare o solo ipotizzare una privatizzazione totale dei giochi per bambini: il piano che stiamo elaborando prevede anche altre strade (dall'autogestione da parte di genitori a forme di sponsorizzazione) e ognuno di questi strumenti può benissimo convivere con gli altri». «Il Comune - ha spiegato Gabellini al Corriere - non ce la fa a sostenere le spese per la manutenzione straordinaria dei giochi per bambini nei parchi pubblici. I soldi non ci sono. I continui atti di vandalismo (una vera piaga), oltre alla fisiologica usura delle strutture, richiedono una spesa annua di 800 mila euro: un decimo del budget annuo per la manutenzione ordinaria, che è di 8 milioni».
IL PROGETTO - Il piano che l'assessore sta mettendo in piedi prevede tre passaggi. E un unico obiettivo: «Risparmiare soldi senza intaccare la dotazione e la sicurezza dei giochi». Il primo passo è una mappa di tutte le aree verdi per individuare le più frequentate: «Così da poter utilizzare le risorse al meglio, in certi casi potenziando la dotazione di giochi, in altri riducendola». Ma il problema resta la gestione e conseguenti costi. L'idea della privatizzazione è concreta («Si sono già fatte avanti due aziende»), ma non è l'unica. Le altre non prevedono ticket. C'è la strada della sussidiarietà: «Si è pensato - spiega l'assessore - di affidare a gruppi di genitori la gestione dei giochi: niente spese per noi e la garanzia per i cittadini di strutture efficienti. O di puntare sugli sponsor: le aziende donano i giochi, li gestiscono e in cambio vengono pubblicizzate, come avviene per le rotonde».
LA PRECISAZIONE - In consiglio comunale, oggi, l'assessore ha specificato meglio il senso della proposta. «Quello a cui si è dato tanto rilievo, e che ha generato una confusione così rilevante, è una proposta, - ha spiegato Gabellini in aula - una sola proposta che è stata avanzata da privati per realizzare un parco giochi, quindi è una proposta di un'attività imprenditoriale, in quanto tale presuppone il fatto che si possa avere poi il pagamento di uno o due euro per andare in questo parco giochi privato: una proposta che, tra l'altro, non abbiamo ancora preso in esame, né come Amministrazione, né come settore, né con il quartiere interessato». Infine l'assessore ha aggiunto: « Stiamo lavorando per modificare il Regolamento del verde, in modo da regolare e rendere possibili sponsorizzazioni o donazioni di cittadini, per giochi e con convenzioni che possano, eventualmente, includere anche la manutenzione di questi giochi per un certo periodo, quindi è una forma di sussidiarietà che stiamo studiando e che metteremo a punto con i quartieri affinché sia trovata una soluzione che è quella che ci convince per poter procedere.
Questo è tutto».

Πηγή: corrieredibologna